IL MUSEO

L’obiettivo è la creazione a Napoli del primo Museo della Pace, con raccolte di documenti, materiali, testimonianze, opere, immagini, etc. che riguardano azioni di Pace ma anche di abbandono della violenza. Un luogo dove si potrà toccare con mano la fratellanza: dei popoli, delle persone, delle azioni.
Perno di tutto il progetto è la costituzione del Primo “Museo della Pace” da realizzarsi nella città di Napoli.
Il Museo dovrà raccogliere e esporre in maniera permanente, tutti quei materiali e tutti quegli oggetti che, per determinati motivi hanno una affinità con il concetto di Pace.
Il Museo sarà aperto a contributi ed elementi di varia natura, storici, culturali ed artistici, secondo un percorso di “lettura” da realizzare di volta in volta sulla base degli oggetti esposti.

Questi ultimi, raccolti attraverso le varie fasi di produzione del progetto, grazie anche al contributo di associazioni o semplici cittadini, potranno riguardare testimonianze scritte (trattati di pace, lettere, accordi, documenti storici), fotografie che esprimono atteggiamenti e momenti che richiamano la pace. Oggetti e opere artistiche che rappresentano un modo di esprimere la pace, laddove più di altri ambiti, l’Arte permette di realizzare quella “vicinanza” e quel superamento dei “conflitti”. Tutto accompagnato da esaustivi testi/didascalie atti ad offrire al visitatore una visione completa ed una percezione immediata dello spirito del Museo.
Inoltre conterrà (come si è letto alla fine di ogni descrizione delle varie fasi), i materiali più significativi di tutta la produzione fotografica e video del progetto.
Ma molto verrà raccolto sia “on the road” approfittando del fatto che il fotografo Sparavigna, autore del progetto, incontrerà personalmente luoghi e persone e, quindi, avrà modo di chiedere e cercare materiali, ma anche “on line” facendo appunto leva sulla forza della rete internet.

Attraverso il forum e la newsletter sarà possibile lanciare l’appello della raccolta del materiale per il nascente Museo della Pace a Napoli.
Ma un’altra caratteristica singolare del Museo della pace, per restare in tema di caffè, sarà l’allestimento di un “angolo coffee break” dove i visitatori avranno la possibilità di poter degustare le varie tipologie di caffè preparati secondo i riti e i metodi dei vari paesi. Ad esempio: il caffè alla napoletana, nella famosa “caffettiera” con il “cuppitiello”; Il caffè alla valdostana, segno di amicizia, di solidarietà, di alleanza, bevuto in compagnia per mezzo della ‘coppa dell’amicizia’, cioè la classica grolla, un recipiente in legno a più beccucci da dove fuoriesce il caffè caldo e alcolico, preparato con un po’ di grappa, un liquore un po’ aromatizzante, molto zucchero e una scorza di limone, caffè alla turca preparato con caffè macinato messo nel tradizionale “ibrik” di ottone e servito con “cardamomo”, e così via..
Il caffè quindi come tema conduttore di tutta l’iniziativa, ma anche come strumento concreto per “avvicinare” le persone, così come la cultura di questa bevanda ormai da secoli propone in tutti i paesi del mondo.